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Scamacca: il 9 del futuro?

 


È da tempo immemore che alla nostra nazionale italiana manca un numero 9 in grado di fare la differenza. Dal ritiro di Bobo Vieri, l’Italia ha sempre avuto questa lacuna nella sua formazione. Con l’Europeo alle porte, Spalletti dovrà affidare le redini dell’attacco azzurro a qualcuno. La scelta dovrebbe ricadere su uno tra: Kean, Retegui, Immobile, Raspadori, Lucca e, il mio preferito, Scamacca.



Il nativo di Fidene sotto la cura Gasperini sembra essere riuscito a limare quei difetti che ne hanno ritardato l’approdo nel grande calcio e ora si appresta ad essere considerato uno dei profili di rilievo nel panorama calcistico italiano.

C’é sempre stato molto scetticismo nei confronti di Gianluca Scamacca, sia dal punto di vista prettamente calcistico che da quello caratteriale.



Calcisticamente Scamacca è stato fin qui un giocatore scostante. Gli inizi tra Olanda e Sassuolo, gli exploit ad Ascoli e Genova dove vince per due anni consecutivi il titolo di capocannoniere della Coppa Italia, la consacrazione al Sassuolo di Dionisi, la fallimentare esperienza al West Ham.

Il fatto di aver cambiato squadra ogni anno di certo non ha aiutato Scamacca a trovare il suo ambiente ideale.



Caratterialmente invece si è stati vittima del pregiudizio. Quella faccia da bad boy ha fatto illudere molti che Scamacca fosse una testa calda, dimostrando però il contrario sia sul campo che nelle interviste, dimostrandosi un professionista serio, umile e dedito al lavoro.



Ad oggi Scamacca è il nome che prediligo per guidare l’attacco azzurro all’Europeo, complice una stagione da 15 reti e 5 assist, finora la seconda migliore della sua carriera dietro solo a quella del suo ritorno a Sassuolo.

Bergamo e l’Atalanta hanno trovato il loro centravanti, speriamo sia così anche per l’Italia.

Davide Rizzo

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