Dopo 11 anni consecutivi in massima serie, il Sassuolo retrocede per la prima volta nella sua storia in Serie B.
Decisive sono state la sconfitta interna contro il Cagliari di Claudio Ranieri per 0-2 e il pareggio fra Udinese ed Empoli.
Sinceramente poche volte sono stato contento per una retrocessione come in questo caso.
Per me il Sassuolo rappresenta tutto ciò che c’è di sbagliato in questo calcio moderno.
Una squadra senza identità, senza uno stadio nella propria città, senza tifosi, costretti a giocare da ospiti anche al Mapei, un “plusvalenzificio” per le big di A.
Mi è ancora rimasto impresso il passaggio di Simone Zaza tra i neroverdi e la Juventus, prelevato praticamente gratis dai bianconeri.
Per non parlare di Raspadori o Frattesi, ultimi casi in ordine di tempo.
Questa politica continua di cessioni a prezzi anche fin troppo vantaggiosi dei propri pezzi pregiati non ha premiato. In campo la qualità è calata stagione dopo stagione, rendendo la squadra sempre più debole; dietro le scrivanie invece l’utile in 11 anni di Serie A è stato di appena 10 milioni: un po’ poco per chi cede ogni anno il suo migliore in rosa.
Con il Sassuolo saluta la Serie A anche Giovanni Carnevali, che mi auguro di non rivedere mai più. Un personaggio servile con le grandi e tirannico con le piccole.
Un faccendiere che non lo ha nemmeno mai nascosto. Ricordo ancora le sue parole in merito agli acquisti di Volpato e di Missori, arrivati a Sassuolo unicamente per portare 30 milioni di plusvalenza nelle casse della Roma.
Sarebbe però sbagliato vedere solo la parte brutta dell’avventura del Sassuolo in Serie A. Ricordiamo i tanti giocatori italiani lanciati: Berardi, Locatelli, Politano tra gli altri, gli allenatori: De Zerbi, Di Francesco, Dionisi, la qualificazione all’ Europa League nel 2016.
Il Sassuolo saluta la Serie A. Io spero tanto sia un addio, almeno finché i proprietari saranno questi.

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