Questa volta sembra essere finita per davvero. Stefano Pioli non sarà più alla guida del Milan a partire dalla prossima stagione. Una scelta che condivido a pieno. Anzi, che ritengo sarebbe dovuta arrivare al termine dello scorso campionato.
Leggendo su Gazzetta, la debacle dell’Olimpico avrebbe solamente convinto ancor di più Cardinale e azzerato le pretese della esigua parte societaria che lo avrebbe voluto confermare.
Nella sfida contro la Roma, diventata la sfida più importante della stagione, Pioli ha sbagliato tutto.
Reputo il tecnico emiliano un allenatore presuntuoso, e ho avuto più volte conferma di ciò quest’anno. Musah titolare è presunzione, Calabria mediano è presunzione.
Tra le colpe del tecnico ci sono anche quelle relative alla gestione della rosa.
Se con pochi giocatori a disposizione aveva saputo valorizzare tutti, lo stesso non si può dire man mano che la squadra veniva rinforzata.
Ricordiamoci il trattamento riservato a Chukwueze o ad Okafor, che non hanno mai nemmeno sfiorato il loro vero potenziale.
L’emblema è stato il turnover esagerato contro il Monza, quando in campionato il Milan un briciolo di speranza ancora la aveva, in vista di una partita di Europa League che i rossoneri avevano vinto 3-0 all’andata.
La partita andò male e all’intervallo Pioli mise i titolari, sfiduciando ancora di più dei giocatori già gestiti malissimo.
Chiariamoci, Pioli è stato esattamente quello di cui il Milan aveva bisogno per risorgere. Un tecnico in grado di dare un’identità ad una squadra che l’aveva persa.
È stato lo Scudetto ad ingannare tutti, persino il Milan. Ha fatto credere che Pioli potesse andare al di là dei suoi limiti, mentre la conferma di questa estate è stata semplicemente un errore, viziato dalla semifinale di Champions, ma pur sempre un errore.
Rimango convinto che il Milan abbia un’ottima rosa: profonda e di qualità, carente in alcune zone del campo ma pienamente in grado di lottare per uno Scudetto.
Di nomi ne sono stati fatti molti: da Conte a Gallardo, passando per De Zerbi e Conceiçao. L’allenatore che verrà però dovrà essere in grado di far compiere un ulteriore step alla squadra, che doveva essere fatto due anni fa.
Davide Rizzo



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