
Davide Rizzo
I calciatori, soprattutto in questa epoca, sono abituati ai continui spostamenti. Nel calcio di oggi è difficile mettere radici, ma è fisiologico che alcuni posti restino, per svariate motivazioni, più nel cuore di altri.
Si vengono quindi a creare ambienti speciali, che contribuiscono ad esaltare le doti dei giocatori. Di contraltare, quante volte abbiamo visto cali drastici di rendimento una volta separato un fortunato binomio?

Uno degli ultimi casi in ordine di tempo è quello di Jadon Sancho. L’ex wonderkid che aveva fatto innamorare molti in Bundesliga è stato inglobato da quel buco nero che è da anni il Manchester United, perdendo la bussola di quello che era stato sino a quel momento uno scintillante inizio di carriera.
Arrivato all’Old Trafford per 85 milioni, con i Red Devils in 2 stagioni e mezza sono arrivate la miseria di 12 reti.
Quest’anno, Sancho è stato messo fuori rosa e a Gennaio è stato quindi girato in prestito secco al Borussia Dortmund.
Tornato in Germania, ha ritrovato la felicità e il minutaggio, avendo già totalizzato oltre 900 minuti dal suo arrivo. Oltre a ciò, sono arrivate 2 reti e 2 assist, questi realizzati nelle prime due partite al ritorno in maglia giallonera.
È chiaro che non sono numeri esaltanti. Parliamo però di un giocatore arrivato profondamente demotivato e che prima di tornare al Borussia aveva collezionato appena 76 minuti.
In una stagione non certamente esaltante per la squadra di Terzic, Sancho è risultato comunque un buon innesto a stagione in corso.
Il Dortmund conosce molto bene le sue potenzialità e vorrebbe averlo a disposizione anche per la prossima stagione.
Lo United però spara alto: circa 40 milioni.
Il ragazzo ha manifestato più volte le sue intenzioni e, d’altro canto, Ten Hag ha dimostrato di non avere minimamente intenzione di puntare sul talento di Kennington.
Sarei contento se il suo futuro non fosse a Manchester e sarei ancora più contento, e curioso, di vederlo a Dortmund l’anno prossimo.
Parliamo comunque di un ragazzo del 2000, che insieme ad Adeyemi, Moukoko, Malen e Bynoe-Gittens può rappresentare il futuro dell’attacco giallonero.
Jadon Sancho: perdere, e ritrovare, l’amore.



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