“Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino”: così cantava Edoardo Bennato ne “L’isola che non c’é”. Da ieri sera, la seconda stella sarà presente anche sulle prossime maglie dell’Inter, che ha vinto ora un campionato chiuso tempo addietro.
È stato il derby vinto contro il Milan, il sesto consecutivo, a dare la certezza matematica ai nerazzurri. Certo, non fossero arrivati i tre punti avremmo probabilmente visto la squadra di Simone Inzaghi festeggiare lo Scudetto il prossimo weekend.
Un campionato dominato fin dall’inizio. L’Inter ha dimostrato durante tutto l’anno di essere la squadra più forte e il titolo è il giusto premio per quanto fatto vedere in questa stagione.
Probabilmente ho sottovalutato una vecchia volpe come Marotta, che da una situazione tutt’altro che rosea è riuscito a tirar fuori una compagine da Scudetto.
Sì, perché in estate i nerazzurri avevano perso la loro colonna vertebrale in campo, salutando in una sola sessione Skriniar, Brozovic e Lukaku. Invece l’innesto di Thuram e la consegna delle chiavi del centrocampo a Chalanoglu e della difesa a Bastoni si sono rivelate mosse azzeccate.
L’Inter non ha mai avuto un vero rivale per questo titolo. L’uscita dai giochi Scudetto del Milan prima del tempo ha solo messo ancor più in discesa la cavalcata trionfale nerazzurra, non me ne vogliano i tifosi della Juve. I bianconeri sono stati attaccati finché hanno potuto e al primo momento di difficoltà si sono sciolti come neve al sole.
Eccezion fatta per la settima e la ventunesima giornata, in cui però aveva una partita in meno, l’Inter è sempre stata in testa alla classifica. Meritato.
In una stagione storica per i nerazzurri, che conquistano la seconda stella a 58 anni di distanza dalla prima, permane comunque quella flebile sensazione di amaro in bocca.
Dove sarebbe potuta arrivare questa squadra in Champions League? Soprattutto essendo i nerazzurri stati inseriti nella parte più facile del tabellone?
Oggi non è importante. Oggi c’é solo che da festeggiare.
Complimenti, Inter.
Davide Rizzo



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