
Davide Rizzo
Altra notte di spettacolo in Champions League. Al Parco dei Principi scendono in campo PSG e Barcellona.
Il maestro Luis Enrique contro l’allievo Xavi, che però afferma di non conoscere in conferenza.
Il PSG schiera a sorpresa Asensio e Lee Kang-in dal 1’; Xavi risponde con il tridente Raphinha-Yamal-Lewandowski.
Il PSG inizia meglio la partita ma dopo i primi 20 minuti esce il Barcellona.
Dopo aver già sfiorato il gol, i catalani sfondano con Raphinha. Lewandowski imposta per Yamal, che d’esterno mette in mezzo. Donnarumma buca l’intervento e il brasiliano porta il Barça in vantaggio all’intervallo.
Il secondo tempo comincia con il ribaltone del PSG in soli 3 minuti. Prima Dembelé la mette sotto la traversa, poi Fabian Ruiz serve Vitinha che di punta anticipa Ter Stegen. 2-1 PSG.
La squadra di Luis Enrique ora è padrona del match e Xavi mette dentro Pedri e Joao Felix per provare a rimontarla ulteriormente.
Al suo primo pallone toccato, proprio Pedri scavalca una difesa altissima dei parigini mandando in porta Raphinha. L’ex Leeds calcia al volo colpendola d’esterno e siglando la sua prima doppietta in Champions.
Le due squadre si affrontano a viso aperto, alternando sfuriate offensive passando da un’area di rigore all’altra in 3 minuti.
Al 74’ Vitinha serve Dembelé che da solo davanti a Ter Stegen colpisce il palo.
3 minuti dopo, ecco l’episodio che decide il match. Da corner la difesa dei PSG si addormenta e Christensen di testa batte Donnarumma per il definitivo 3-2 per gli ospiti.
Questi quarti di finale hanno mostrato tutta la spettacolarità del calcio. Qualcuno ha detto che i ragazzi non riescono a guardare una partita senza avere ulteriori stimoli e forse ha anche ragione, bombardati di stimoli come siamo di questi tempi.
Davanti a partite così questa cosa non può succedere. 18 gol in 4 partite ancora tutte aperte, rimonte, spettacolo. Semplicemente le notti di Champions.




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